(S)OGGETTI SMARRITI
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Commenti
12-02-2012 - 14:50:23 - carlo(cklimt)
provo una tenerezza incredibile ricordando le- taniche di vino, i salumi avvolti in carta gialla,- i formaggi dei miei compagni universitari che- risalivano da Termoli, Campobasso, Cosenza fino a- quel porto che era il nostro appartamento di- studenti e studenti-lavoratori nel centro di- Bologna. Me li hai fatti ricordare e capisco- quanta importanza avesse quel loro tentativo di- preservare l'intimità con ciò che sono le- radici. Il cibo è radice, legame, cordone- ombelicale che continua a nutrirci anche a- distanza di anni.
12-02-2012 - 18:57:21 - anonimo
Coerente, interessante .. sintetica ! l'Arte deve- essere cosi'! Brava Ornella piluso topy
12-02-2012 - 21:42:28 - paola zan
ERRATA CORRIGE: terza pagina, inizio seconda riga,- togliere 'di uno' che apparteneva a una prima- stesura modificata... acciabò!
12-02-2012 - 22:56:19 - Giuli
mi tocca il cuore questa valigia legata con la- corda, sicuramente mio padre, mia madre, i miei- nonni, più di 50 anni fa sono arrivati a Torino- con un bagaglio così, che non conteneva vestiti - ma tanta roba da mangiare, tutta quella che ci- stava!
13-02-2012 - 12:30:17 - margherita lusvardi
l'arte è questa, mostrare un oggetto con un- significato poetico immediato, bello!
13-02-2012 - 12:48:01 - anonimo
OK.PAOLA CIO' CHE SI TROVA ALTROVE,- VACILLA!! Sergio Sansevrino
15-02-2012 - 00:05:16 - scarlight
Via :) grande pà
15-02-2012 - 08:49:50 - anonimo
Saper scrivere è trasmettere la "sensazione".- Non solo si "respirano" i sentimenti, in questo- brano sembra di poter gustare i sapori e sentire- gli "odori". Bello ricordare e far ricordare un- esperienza che potrebbe aiutare nella- comprensione, in particolare verso chi ora si - trova, anche se in maniera diversa,ad essere- accolto nel nostro paese. Gloria Rocchi.
15-02-2012 - 22:29:59 - scarlight
scarlight c'è :p
17-02-2012 - 09:16:36 - anonimo
Brillante, scorrevole, gustoso...voto! Francesca
20-02-2012 - 18:01:56 - confuso
interessante...
21-02-2012 - 21:04:08 - cinzia
Vivace, ricco di spunti di riflessione, divertente- e curioso. La miglior definizione? Veramente- gustoso!
24-02-2012 - 01:33:31 - anonimo
ringrazio chi è intervenuto fin'ora anche- offrendo una testimonianza viva diretta o- indiretta dell'esperienza della migrazione. vorrei- aggiungere il commento che mi è arrivato- privatamente perché definisce in modo fresco la- mia vecchia gavetta con un'espressione più- attuale... e fa riferimento alla migrazione per- studio che non è affatto trascurabile! Ciao- Paola, complimenti!!! Ho letto volentieri il- racconto anche se un po' affrettatamente in pausa- pranzo. Lo voglio rileggere con più calma- stasera, ma mi è piaciuto molto. E' leggiadro e- profondo al tempo stesso e mi è piaciuta molto- l'idea del lunchbox dimenticato come metafora di- scambio culturale... Ho votato col cuore. Anch'io- ho provato la sensazione dell'emigrante, anche se- solo per ragioni di studio. Ti racconterò, ci- racconteremo un bel giorno... Baci, C.
25-02-2012 - 20:32:27 - edy persichelli
mia nonna paterna era svizzera tedesca DI BAsilea.- Il tuo racconto mi ha ricordato molte cose della- mia infanzia. Io andavo spesso in Svizzerr con mia- nonna e mio padre per andare a trovare i parenti- di mia nonna, che erano svizzeri e stavano anche- molto bene. quindi immaginerai che io ho ricordi- ben diversi della Svizzera. Il mangiare per me era- normale anche perche, ho sempre mangiato di tutto.- L'unica cosa che mi ricordo che il pane lo- lasciavano su un mobile in alto e io continuavo a- chiederlo , le zie all'inizio erano molto
25-02-2012 - 20:53:33 - Edy
poi pero` il pane e` stato sempre sul tavolo .- altro ricordo i pacchi che questi parenti ricchi - ci mandavano ogni mese con ogni ben di dio e in- particolare la cioccolata svizzera in tavolette e- mio padre ne apriva una ogni tanto dopo cena come- dolce. sono tornata in Svizzera da grande con j- miei figli piccoli per trovare degli amici- italiani che lavoravano al Consolato e girando per- San Gallo siamo arrivati al quartiere italiano nel- 1974 dalle finestre si sentiva urlare nei vari- dialetti italiani.Sono tornata molte altre volte- in Svizzera ..........ciao
27-02-2012 - 09:40:27 - paolo
gocciolo.. 1971 milano via catalani. Nella valigia- grande di cartone verde scuro mia mamma aveva- sistemato per metà spazio pacchi di friselle, un- quarto circa si erano rotte nel viaggio in treno- da lecce, scompartimento otto posti. Erano- croccanti, cotte al forno di pietra del paese. Per- più di un mese le ho mangiate a cena, tutte le- sere, condite con pomodori gialli (scorsa spessa e- durevoli), olio e sale. Finchè, una mattina mi- sveglio con il cuscino zeppo di sangue; le- friselle avevano prodotto un laceramento- devastante delle gengive. Sono tornato in treno al- paese per curarmi. Ho fatto il mio primo viaggio- in piedi fino a bari.....Sono ritornato a milano- guarito, una vita fa. Risvegli! tu con la tua- valigia
27-02-2012 - 11:49:21 - paola
brividi. con le tue friselle, caro paolo. grazie!
27-02-2012 - 11:52:09 - pz
edy! il tuo racconto contribuisce a stemperare la- grande malinconia dei racconti di migrazione.- essere consapevoli dei propri privilegi è- coraggioso. grazie, bbbella!!
03-03-2012 - 10:12:22 - Maria Paola Guglieri
Immagini , dati sensoriali (odori, rumori),- emozioni emergono da un racconto dove realtà e- impegno civile potrebbero coprire la ricchezza di- un mondo e di una storia interiore di raro- valore. Brava
03-03-2012 - 23:52:31 - anonimo
Eh si! Ho pensato tantissimo alla madre-pasta ogni- volta che dovevo accontentarmi di una strana- insalata di makkeronen proveniente dalla Coop o da- qualche Migros. Era difficile trovare uno svizzero- che provasse ad imitare, anche superficialmente,- il calore italiano. Un timido Gruezi era appena- percettibile nel freddo generale di un'ordinaria- bufera di neve tempestivamente spazzata via dal- Winterdienst di San Gallo. Come dimenticare il- Cisalpino che aveva sempre qualche problema- assurdo come, ad esempio, fermarsi in aperta- campagna nei pressi di Faido. I miei capelli- lunghi dorati erano talmente belli che le guardie- di confine venivano sempre da me: ovviamente non- li stavo portando in qualche banca. Che bello- ricordare un passato così prossimo. Da parte mia- il racconto merita, come si dice in bostoniano,- "thumbs up".
03-03-2012 - 23:52:56 - Eric
Eh si! Ho pensato tantissimo alla madre-pasta ogni- volta che dovevo accontentarmi di una strana- insalata di makkeronen proveniente dalla Coop o da- qualche Migros. Era difficile trovare uno svizzero- che provasse ad imitare, anche superficialmente,- il calore italiano. Un timido Gruezi era appena- percettibile nel freddo generale di un'ordinaria- bufera di neve tempestivamente spazzata via dal- Winterdienst di San Gallo. Come dimenticare il- Cisalpino che aveva sempre qualche problema- assurdo come, ad esempio, fermarsi in aperta- campagna nei pressi di Faido. I miei capelli- lunghi dorati erano talmente belli che le guardie- di confine venivano sempre da me: ovviamente non- li stavo portando in qualche banca. Che bello- ricordare un passato così prossimo. Da parte mia- il racconto merita, come si dice in bostoniano,- "thumbs up".
04-03-2012 - 11:14:35 - pz
Grazie, Maria Paola!
04-03-2012 - 11:26:49 - paola
Grazie Eric, il pollice bostoniano mi gratifica- molto! A distanza di anni abbiamo seguito un- percorso analogo. La percezione del Paese- accogliente è diversa. E piuttosto che- ingurgitare una pessima pasta, ho scandagliato la- cucina mitteleuropea e in particolare quella- svizzera con grande curiosità. I dolci della- Migros dài... anche quelli a prezzo popolare come- i berliner o i plunder... era più che dignitosi!- Mi ero subito regolata per non dire adattata con- gioia al nuovo ambiente. Ma le insalate, ricordi?- Erano stupende e così ricche: lì ho conosciuto- le rape di tutti i colori, il sedano largo... le- insalatine minuscole e saporite e il buffet che le- propone come self service, da noi era ancora di- là da venire... parlo degli anni '80... e accanto- a questo, la svizzera sociale, non sempre e solo- scintillanti banche!! A presto!
04-03-2012 - 23:49:49 - paola
...mi fai pensare a quell'incidente ferroviario- col cisalpino che falciò un gregge che stava- attraversando i binari nei pressi di Zugo... il- treno sobbalzò, e brandelli di pecora ovunque,- teste mozzate, corpi lanuginosi ancora vivi e- intrappolati sotto il convoglio... sangue- schizzato ovunque... vennero i pastori a prendersi- le bestie superstiti ... erano vestiti con il- costume tradizionale in pelle rovesciata,- pantaloni corti col risvoltone, calzettoni spessi- e cosciotti muscolosi ...la pettorina e il- cappello piumato... chissà se mantengono ancora- le tradizioni?? io mentre osservavo alla luce- radente del pomeriggio la scena pensavo al macello- ma anche ai risvolti assicurativi che tutta la- faccenda aveva... uno steccato difettoso... la- fuga degli animali... di chi la responsabilità?- ahi ahi ahi... il giorno dopo un trafiletto- asciutto sull'accaduto sulla neue zuercher- zeitung. so ist es!
05-03-2012 - 10:03:48 - anonimo
...la stessa valigia l'aveva in mano mio padre nel- 1962 quando siamo arrivati a Milano.
05-03-2012 - 13:08:26 - pz
anonimo, chi sei? racconta! che cosa c'era dentro?- grazie
11-03-2012 - 21:59:59 - anonimo
Bellissimo saggio sia per forma che per- contenuto. Brava Paola! Bruna Leoni
16-03-2012 - 13:43:21 - Margherita
16-03-2012 - h. 13.40 (Margherita) Fresca, vivace, piacevole- lettura che ha suscitato in me un pò d'invidia- poichè il gusto, come l'olfatto sono sensi- fortemente legati alla memoria e a me mancano- entrambi.
22-03-2012 - 00:54:23 - braccolino giuseppe
domenica 24 maggio 1972, h.21.00 partenza da- Napoli con il treno degli emigranti. Una folla- vociante sul marciapiede del binario, saluti,- abbracci, baci e promesse sussurate. Io non avevo- nessuno da salutare, non avevo valigia ricca di- buone cose da mangiare; avevo solo una borsa colma- di rabbia, tanta rabbia, speranze e sogni, sul- fondo di essa avvolto in un bianco asciugamani da- lei ricamato il suo ritratto: mia madre. Non avevo- progetti e non avevo paura, più forte era la- voglia di non ritornare mai più. Arrivai a- Milano intorno alle h.8,30, grigia e fredda la- stazione, odor di ferro e ancora di più- tantissima gente. All'uscita sulla piazza- m'accolse un sole, non era lo stesso sole che- m'aveva visto crescere, questo era coperto da un- consumato lenzuolo e ancora gente, gente seriosa- senza sorriso.
23-03-2012 - 06:23:48 - andrea. bassoli
bello
23-03-2012 - 06:32:56 - andrea bassoli
bello
25-03-2012 - 22:51:22 - pz
il dolore del distacco, la lotta per una nuova- vita: questa espressa da giuseppe è la migrazione- allo stato puro che tanto accomuna i migranti- italiani del novecento ai migranti degli ultimi- due decenni verso il paese del miraggio che- sarebbe diventato l'Italia stessa... a torto o a- ragione...
28-03-2012 - 10:03:17 - anonimo
Brava Paoletta, smak. ALE
30-03-2012 - 19:25:21 - Emanuele Napoli
Grazie per il bellissimo saggio. Mi ha ricordato- la mia giovinezza quando, già migrante dal sud al- nord per motivi di studio, spesso prendevo la- "Freccia del Sud": ho ancora vivo il profumo- emanato dal cibo che i migranti veri si portavano- appresso. Erano pagnotte da un chilo di "pane di- grano", quello nero, calabrese, scavato come la- bocca di un vulcano, riempito di carne al ragu' e- richiuso con il tappo dello stesso pane. E poi- profumo di pomodori secchi,salami, melanzane- sott'olio e tutte le altre prelibatezze che ancora- oggi mi procurano un certo languorino. Il treno- partiva nel tardo pomeriggio,ma dopo circa un'ora,- appena lasciata Villa S. Giovanni, gli- scompartimenti diventavano delle piccole sale da- pranzo dove si potevano vedere, assaggiare,- condividere quasi tutte le specialità della- nostra terra. Non credo fosse fame, ma la- necessità di rimanere, tramite il cibo,legati- alla terra che scappava sotto di noi. E a- proposito della valigia di sale: io ormai,per la- mia età, ho lo sconto sull'abbonamento del tram e- in qualche museo entro gratis, ma ricordo come- fosse ieri quando, se da Reggio Calabria andavi a- Messina, parenti o amici ti dicevano:"Portami due- pacchi di sale". Allora (anni 50/60) il sale in- Sicilia non era un prodotto soggetto al Monopolio- e quindi al mercato libero costava 8/12 lire al- chilo. In Italia (pardon in Calabria) il sale- costava circa 120 lire; capisci quindi il- traffico che c'era. I tempi cambiano, ma le- cattive abitudini c'erano anche allora e quindi- anche la lotta contro il contrabbando di sale era- condotta in modo "originale". Compravi il sale- prima della dogana del porto di Messina, ma appena- dopo ti veniva sequestrato. In compenso, la- vendita di contrabbando di sale in Calabria- avveniva alla luce del sole a 80 lire al pacco.
04-04-2012 - 12:33:32 - ClaudioG
Spesso ci dimentichiamo della nostra storia, da- dove veniamo noi e i nostri genitori nonni. Lo- studio della storia è fondamentale per conoscere- il passato e soprattutto per non rifare gli stessi- errori.
11-04-2012 - 12:09:37 - pz
i commenti alla mia cronaca d'emigrante mi danno- la misura di quanto la nostra vita sia intrisa di- esperienza di migrazione. mi verrebbe da- aggiungere che migrazione è finestra verso il- mondo ma anche verso se stessi, perché permette- di misurarsi veramente con le proprie autentiche- capacità. un altro migrante italiano disse: chi- vive lontano dal luogo di origine vive due volte,- due vite in una vita! raddoppia la superficie di- interazione con il mondo, e chi impara a farlo,- moltiplica davvero le possibilità di scambio!- grazie e tutti coloro che sono intervenuti- contribuendo ad ampliare il tema. un abbraccio,- paola
11-04-2012 - 16:34:56 - armando
Come Troisi mi sento piu di un viaggiatore che un- emigrande. credo che anche io ho legato una- valigia con la corda. eppure viaggiavo. bel- lavoro. ciao
12-04-2012 - 09:46:49 - pz
migrare infatti può non essere solo una- necessità. è anche uno stile di vita, una forma- del pensiero. bisognerebbe rivisitare- Montaigne... (cerco sempre di immaginare la- storia di chi scrive... i contenuti della valigia- legata con lo spago... da dove a dove... le- motivazioni vere... e il refuso può essere- adottatto: chi emigra è grande!)
12-04-2012 - 16:18:54 - enzorusso2011
semplicemente FANTASTICO....SUPERPROF
13-04-2012 - 00:12:30 - marc bellassai
I must confess that I was quite taken with the- authoress's elastic, lapidary way of exploring the- topic. Very sympathetic, but realistic. It- reminded me that I, too, am an immigrant [as are- we all].
22-04-2012 - 22:12:16 - anonimo
Bruna Storia affascinante