Il grande evento di chiusura di Los Angeles si e' tenuto presso l'Istituto Italiano di Cultura. Abbiamo intervistato il Direttore dell'Istituto, Alberto di Mauro, sul tema di IMAF: Cibo e Migrazione.
Ci parli della citta' nella quale e' nato e del perche' ha scelto Los Angeles come destinazione.
Sono nato a Messina, sullo Stretto omonimo, un luogo geografico ma anche simbolico di transito, cosi’ come tutta la mia vita sino ad oggi, girovagando da un posto all’altro. Ho vissuto gran parte della mia gioventu’ a Roma, dove mi sono laureato, e in Norvegia, dove ho compiuto studi specializzati di letteratura. Il lavoro intrapreso nell’area della Promozione Culturale presso gli Istituti Italiani di Cultura all’estero mi ha permesso di entrare in contatto con differenti culture in numerose citta’ sparse nel mondo: Tel Aviv, Edimburgo, Berlino, Dakar, Jakarta, Tokyo, Mosca e adesso Los Angeles. In effetti non sempre e’ possibile decidere sulla destinazione. Presentando le preferenze ai fini dell’assegnazione al Ministero degli Affari Esteri da cui si dipende, talvolta le richieste vengono esaudite. Los Angeles per esempio e’ una citta’ che era stata da me segnalata in quanto intendevo avere una esperienza di lavoro negli Stati Uniti, un Paese conosciuto solo in veste di turista. Ritengo che Los Angeles infatti e’ una citta’ molto interessante non solo per essere la ben nota capitale del cinema mondiale, ma anche per numerosi altri aspetti nell’ambito culturale. Per esempio dal punto di vista delle arti visive ho realizzato che esiste un grande fervore creativo incoraggiato anche dallo spostamento di residenza di numerosi artisti che, anche per motivi di convenienza economica, da New York vengono a vivere in questa citta’. Il fatto che poi a LA convivono diverse culture arricchisce l’ambiente di continui stimoli. La presenza italiana e’ molto viva, cosi’ come l’interesse da parte americana verso la nostra cultura, come si puo’ notare dall’entusiastica affluenza di pubblico nei vari eventi organizzati da questo Istituto.
Qual è il piatto che preferisce, legato alla cucina della sua tradizione familiare e quale invece legato ad una tradizione gastronomica diversa dalla sua?
La parmigiana e’ una ricetta tipica della Sicilia i cui ingredienti principali sono: le melanzane il pomodoro e la mozzarella; un piatto elaborato che mia madre sin da piccolo mi ha insegnato ad amare! Ho assaggiato e apprezzato piatti appartenenti a differenti cucine nel mondo, dall’indonesiano nasi goreng composto da riso fritto con varie verdure e pesce al giapponese sashimi e sushi, alla zuppa russa broth. Tanti sapori, tanti gusti che hanno affollato il mio palato e che raccontano ciascuno una loro storia legata al territorio, al clima, alla societa’ del Paese da cui provengono.
Quanto puo' lo scambio reciproco di cibo e arte tra migranti e paesi di accoglienza arricchire entrambi?
Il cibo e’ un elemento di riferimento per chi emigra in un’altra terra. Rimane, infatti, come una parte ben radicata della propria identita’ da mantenere. Talvolta succede che la tradizione culinaria si radichi dal paese di origine nella nuova terra. L’esempio del cibo italiano e’ eclatante in questo senso. Piatti come la pasta la pizza sono stati accettati e sono diventati parte integrante della dieta di vari Paesi nel mondo.
Lo scambio tra arte e cibo puo’ risultare fecondo nel nome della creativita’. Come nell’opera d’arte emerge l’ispirazione dell’artista, anche nella preparazione del cibo colori, forme e sapori si intrecciano in combinazioni che comunicano i messaggi sensoriali di chi crea il piatto. Quindi un terreno fertile in comune!
Alberto Di Mauro
Direttore IIC - Los Angeles