Alfonsina De Felice è Ordinario di Diritto del Lavoro e della Sicurezza Sociale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ Avvocato patrocinante in Cassazione. Da Marzo 2008 ad Aprile 2010 è stata Assessore alle Politiche Sociali, Giovanili, Pari Opportunità, Immigrazione, Emigrazione, Sport della Regione Campania. E’ autore di Monografie e saggi di approfondimento su molteplici aspetti del Diritto del Lavoro, della Sicurezza Sociale e delle Relazioni Industriali europee. Come Visiting professor ha insegnato presso i dipartimenti di prestigiose università internazionali tra cui: la London School of economics ad Political Science di Londra, la Facoltà di Giurisprudenza Università La Sorbona di Parigi e la Warthon School of Legal Studies and Business Ethics dell’Università della Pennsylvania
1. Chi è per lei il migrante?
Il migrante non è solo il risultato di bisogni materiali ma anche il prodotto del desiderio. Il desiderio di conoscenza, il bisogno di varcare il limite dell’orizzonte assegnato a ciascuno, sono stimoli altrettanto forti delle necessità economiche e sociali. Il migrante è colui che porta con se il coraggio di lasciare la propria terra e di trasformarlo in forza propulsiva per una nuova vita.
2. Qual è il piatto che preferisce legato alla cucina della sua tradizione familiare e quale invece legato ad una tradizione gastronomica diversa dalla sua?
Nella ricchezza gastronomica dell’Italia, in cui influenze arabe si mescolano a influenze francesi e spagnole, è difficile individuare un “piatto tipico” di cui avere nostalgia. Ma indubbiamente sono i dolci della tradizione napoletana e siciliana quelli più legati ai miei ricordi familiari. Per contrasto sono i piatti della tradizione orientale, come il sushi, quelli che preferisco tra le usanze gastronomiche globali. È singolare quanto successo riscuota la cucina giapponese nel mondo pur in assenza di un forte flusso migratorio giapponese!
3. Ci racconti una sua esperienza personale legata all'immigrazione.
Avendo ricoperto la carica di Assessore della Regione Campania con delega all’Immigrazione e all’Emigrazione, ho avuto numerosi incontri con le comunità di italiani all’estero compiendo un’esperienza straordinaria soprattutto sul piano della tutela della nostra identità nel mondo. Anche la condizione degli immigrati in Campania rimanda all’identità soggettiva degli individui. L’immigrazione al Sud assume punte di reale emergenza e di acuto disagio di difficilissima soluzione, anche a causa del contrasto tra una realtà sociale esplosiva e una politica del governo italiano sempre più restrittiva.
4. Quali sono i prodotti tipici della sua cucina d'origine di cui sente più la mancanza quando viaggia?
La rapidità degli scambi rende oggi possibile trovare qualsiasi prodotto praticamente ovunque, anche se adoro andare alla scoperta di nuovi sapori. Più che la nostalgia le sofferenze maggiori possono derivare dalla curiosità!
5. Il tema della prima edizione dell'IMAFestival è Cibo e Migrazione. Quali immagini, sensazioni, ricordi ed emozioni le suscita questa associazione?
Cibo e Migrazione è l’associazione vincente per fare incontrare le culture e gli uomini. Essa evoca il valore dell’equità perché a tutti sia garantito il sostentamento, della tolleranza e dell’integrazione perché le abitudini alimentari rivelano le tradizioni sociali dei popoli, della convivialità perché, come si dice dalle nostre parti, “a tavola non si invecchia”.