Padre Florenzo è nato a Premia Italia nel 1944 ed è stato ordinato sacerdote e missionario nel 1969 per la Congregazione dei Padri Missionari di Scalabrini, un’organizzazione cattolica che ha come scopo di aiutare, accompagnare e difendere tutte le persone che per qualsiasi motivo sono costrette ad abbandonare la propria patria: migranti, deportati e rifugiati. Padre Florenzo ha cominciato la propria missione imbarcandosi come elettricista sulle navi da carico e ha viaggiato per tutto il mondo fino al Giappone e l’America latina. Nel 1974 è stato destinato in Germania e dal 1985 ha iniziato la sua avventura messicana a Tijuana dove ha aperto dopo due anni la prima Casa del Migrante che ha accolto più di 198.000 migranti per la maggior parte messicani. Per un periodo di 4 anni alla fine degli anni ‘80 ha collaborato con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e ha partecipato a missioni in Africa nelle zone di guerra. Nel 1998 è tornato in Messico nella regione del Chiapas come direttore della Casa del Migrante di Tapachula. Dal 2002 è membro del Consiglio Consultivo dell’Istituto Nazionale della Migrazione del Messico.
Chi é per me il migrante?
E’ chi scommette sul futuro per mantenere viva una dignità sul punto di essere schiacciata … e si mette in cammino.
Qual è il piatto che preferisce legato alla cucina della sua tradizione familiare e quale invece legato ad una tradizione gastronomica diversa dalla sua?
Sinceramente i casoncelli bergamaschi con salvia e burro delle Alpi e qui la quesadilla sincronizada (due tortillas con formaggio tenero e un fetta di prosciutto cotto)
Arrivare in Messico, piombare in una cultura molto diversa e sentirmi salutare con le parole: Aquí tienes tu casa….
Il caffè macchiato con una brioche
Il tema della prima edizione dell'IMA Festival è Cibo e Migrazione. Quali immagini, sensazioni, ricordi ed emozioni le suscita questa associazione?
Davanti al moltiplicarsi di frontiere dagli aeroporti, agli uffici, al vicinato e alle stesse chiese, il sederci a un tavolo e condividere insieme anche solo delle noci sento i muri trasformarsi in ponti ed i vicoli chiusi in autostrade senza pedaggio.
Nessun commento |